Video spot Covid-19

L’IIS Cavour Marconi Pascal di Perugia, grazie al supporto del Ministero dell’Istruzione, ha realizzato nell’ambito del progetto Emozioni S–Confinate relativo al Bando Emergenza Covid 19 due spot. Il target preferenziale di entrambi gli strumenti di comunicazione sono gli adolescenti. I due video hanno in comune l’obiettivo di rispecchiare le emozioni che vivono i ragazzi a causa del ribaltamento e della trasfigurazione della realtà abituale determinato dalla pandemia e dalle sue conseguenze sulla vita relazionale con i sistemi di riferimento: isolamento, rottura dei rapporti abituali, difficoltà a progettarsi, mancanza anche di una vita emozionale densa e sfaccettata… Il linguaggio utilizzato, volutamente immediato e solo apparentemente semplice, gioca su immagini e dinamiche espressive vicine al mondo emozionale degli adolescenti e non solo, la separatezza dai vissuti del mondo adulto è flebile, impercettibile. La forma testuale dotata necessariamente di brevità è stata costruita con un lavoro di punteggiatura tra registro visivo e sonoro, unito a quello ritmico inglobato in un montaggio che ha messo in equilibrio tutte queste parti che nel lavoro di produzione erano staccate. E’ stato volutamente scelto di utilizzare le voci fuori campo degli attori, preregistrate in studio, per rendere più forte l’amplificazione dei pensieri, il loro risuonare dall’interno e dall’esterno all’unisono. La forma testuale, seppure molto diversa nei due spot, metaforicamente richiama le pagine di un libro sul quale sono scritti solo appunti da sviluppare, desideri da realizzare, emozioni che proprio nel confinamento si bilanciano tra pensieri sussurrati in solitudine, che fanno fatica ad essere esternati, e la forza con la quale le voci fuori campo formano una eco vibrante che evoca l’alternarsi di stati emotivi generando un effetto di multisensorialità.

La fase della pre – produzione è stata caratterizzata da un lavoro sinergico tra la stesura dello script e il lavoro registico di traduzione della sceneggiatura in inquadrature, castingstoryboard, scelta ritmica e musicale dello spot, preparazione alla ripresa mediante sedute di coaching con i due attori, piano di lavorazione. La fase della produzione ha visto il coinvolgimento di varie figure professionali che sul set hanno contribuito a trasformare le idee in immagini per la successiva post produzione.

CREDITS

Ideazione, casting, regia e post produzione: Gilles Dubroca

Direzione della fotografia e riprese: Stefano Massoli

Attrice: Elena Libertà Silvi

Attore: Davide Agosta.

Service luci e audio: Aldo Contini, G.S. Elettronica

Makeup artist: Mariarita Parisi

Fotografo: Nicola Milletti

Assistente di set: Pedro Lira

Studio di registrazione audio: SVR Studio – Perugia

Studio di ripresa video: Studio Soto – Perugia

Consulenza espressione corporea: Valentina Romito – Dance Gallery

Coordinamento del progetto: Artemio Paolo Belli

Responsabilità scientifica del progetto e testi degli spot: Lucilla Latini, Giuseppina Menduno

Social Media Manager: Federica Cesarini

#nonostantetutto

Il nucleo semantico e concettuale che anima lo spot è quello del superamento dello stallo, della difficoltà, della compressione vitale ed emotiva. Cosa è possibile fare #nonostantetutto? Nel refrain c’è tutto ciò che sappiamo e il vissuto in negativo della situazione che stiamo vivendo, ma l’obiettivo dello spot è quello di trasmettere un messaggio che richiami, risvegli e catalizzi le azioni, emozioni, vissuti positivi. L’uso delle mascherine sui volti degli attori contestualizzano il video, diviene immediato il collegamento con ciò di cui si parla. I piani sequenza sui volti dei due attori giocano su un allontanamento e avvicinamento misurato, si resta sulla soglia dell’intimità emotiva esternata necessariamente mediante gli occhi, il loro movimento e la loro intensità. Le inquadrature dei piani larghi che riprendono le figure per intero dei due attori e i movimenti della telecamera verso i loro volti metaforicamente, ma anche sensorialmente, hanno la funzione di passaggio da una prospettiva ampia e generalizzata della tematica a quella in primo piano più intima e coinvolgente. Il campo largo per definizione non permette di scorgere i dettagli, metaforicamente rappresenta la difficoltà a focalizzare l’attenzione sulla realtà esterna, l’avvicinamento della macchina da presa rappresenta la presa di coscienza del reale che pian piano viene metabolizzato e palesato dall’inquadratura finale del primo piano nitido, dettagliato, dotato di uno sguardo nuovo, liberato da condizionamenti. I due ragazzi hanno a disposizione per veicolare il messaggio l’area comunicativa per eccellenza…lo sguardo e pochi, minuscoli, delicati gesti con le mani che solo in alcuni tratti rafforzano i contenuti. Le immagini, la musica e le parole si susseguono con un ritmo in crescendo, non frenetico che riesce a modulare il passaggio tra le frasi e i volti dei due ragazzi. Lo spostamento dell’attenzione nello spot è sulle risorse che ognuno può attivare, mettere in campo per affrontare la situazione. Ognuno ha le sue potenzialità, i suoi mezzi oppure, al contrario le sue mancanze, per far fronte alle difficoltà. In ogni caso la strada non può essere tracciata dagli altri, ma deve essere personalmente ricercata con fatica, ma anche con il piacere della scoperta, sperimentata, vissuta sulla propria pelle e dunque lo spot invita lo spettatore a intraprendere la ricerca, a desiderarla. Il desiderio del superamento di ciò che abita il #nonostantetutto diviene già possibilità, prospettiva, mutamento in positivo. Nello stesso tempo lo spot suggerisce alcuni gesti, azioni, desideri possibili, ma la ricerca e la scoperta non è predeterminabile da altri. Ecco allora l’invito, l’appello che sta in quel trova le tue ragioni”, ossia cerca i tuoi originali punti di forza che ti animano, che ti permettano di bilanciare e superare il #nonostantetutto.

Emozioni S–Confinate

Lo spot è articolato su registri temporali che si alternano continuamente nella sceneggiatura: presente, futuro, passato. Il presente è ancorato al momento in cui lo spot viene registrato, il qui e ora in cui la macchina da presa filma le immagini di una ragazza che nell’intimità della sua casa vive i suoi gesti abituali, naturali, semplici. La sceneggiatura e la voce fuori campo attirano l’attenzione sui pensieri che attraversano la protagonista in un movimento continuo, tra tempo futuro…cosa resterà, cosa ricorderò e la possibilità data proprio dalla proiezione temporale di se stessa, in un tempo che deve arrivare, di capire il presente. La protagonista dello spot pone a se stessa due domande cruciali su che cosa le rimarrà e ricorderà della situazione che sta vivendo in questo momento, dunque non accantonata e archiviata, ma al contrario dirompente e totalizzante emotivamente. Lo stimolo determinato dalla proiezione di se stessa nel tempo futuro le apre la strada per capire cosa stia vivendo nel presente. Il ribaltamento temporale fa sì inoltre che ciò che viene identificato nel futuro come ciò che rimarrà, costituisca nello stesso tempo tutto quanto sta avvenendo ora, ma l’atmosfera creata lo fa percepire come una situazione già trascorsa e proprio per questo superata.

Il concept dello spot viene assunto e realizzato anche dal punto di vista registico con la macchina da presa che filma le azioni dall’alto, dal basso, di lato e in alcuni brevi tratti non orizzontalmente; il richiamo è alla sensazione vissuta durante il lockdown della perdita dell’equilibrio sensoriale e dei punti di riferimento seppur fermi in posizione orizzontale, eretta o a squadra (asana di Yoga). Le inquadrature in primo piano sono quasi dei fermi immagine che richiamano il dialogo interno della ragazza in questo continuo oscillare di pensieri e proiezioni temporalmente caratterizzate. Un elemento dirompente e non allineato con le dimensioni temporali è costituito dalle scene con il telo trasparente, rappresentazione metaforica del velo dell’apparenza. Sono le uniche scene in cui, seppure in un alone sfocato, compare la relazione con l’altro, il desiderio di toccarlo, di avvicinarsi, di inglobare nuovamente l’altro da sé nella propria vita. L’atmosfera da sogno e l’offuscamento dello sguardo creati da queste scene fanno capire che ciò è ancora un desiderio forte, potente, ma non ancora realizzabile e dunque si ritorna al presente in cui la situazione non è ancora superata, benché “nitida”, chiara agli occhi.

Questo viaggio interiore nei vari registri temporali dello spot viene reso registicamente da una semiotica proposta dalle inquadrature strette in primo piano con il volto dell’attrice che ha una grande intensità, ma non lascia trasparire didascalicamente le emozioni proprio perché il viaggio la ragazza lo compie dentro di sé e non desidera esternarlo.

La scena finale di rottura del telo/velo è sia metaforica che reale, la protagonista esce dal viaggio interiore, rende palese con un’azione quasi “dirompente” il desiderio di rinnovata apertura al mondo tramite una vera e propria rinascita simbolica (il velo rotto prende impercettibilmente la forma della mandorla) per costruire un ponte con esso e con la realtà futura.

L’invito a riflettere su cosa a ognuno di noi resterà della situazione presente e a vivere questo viaggio intimo per poter contattare i nostri vissuti sta nel cosa CI resterà. Buon viaggio a tutti!

Condividi questa pagina sui social